Prima di tutto mi scuso per il ritardo con cui vi mando queste note...sono stato "away from PC" una decina di giorni: ecco qui dalla penna dei Potage la cronaca e i commenti sul concerto del 18/09
Sabato scorso, 18 settembre, al parco di Villaguardia, abbiamo avuto una buona serata.
In un'ora di concerto di concerto siamo riusciti a concentrare l'essenza dei Potage.
Il pubblico, molto partecipe, crediamo si sia divertito.
Il suono era buono, quale difficilmente ci viene concesso, grazie all'abilità ed alla buona volontà di Sergio, il fonico che manovra l'impianto dell'ARCI provinciale.
Numerosissime le persone che hanno partecipato All'Isola che c'è, la fiera all'interno della quale ci siamo esibiti.
Molto funzionale la struttura. Il palco, coperto ed enorme, ha un'ottima acustica ed è una struttura stabile, con annessi camerini e servizi e anche con la possibilità di srotolare una schermo cinematografico.
Di fronte al palco si stende una vasta pista da ballo, a forma circolare, con intorno numerose panche, sistemate in posizione sopraelevata e fissate al terreno.
Questa minuziosa descrizione, oltre che per segnalare una risorsa ai musicisti che stanno leggendo, serve per raccontare uno degli aspetti divertenti della serata.
Durante i fine settimana dei mesi estivi il parco è normalmente utilizzato per feste della Pro Loco e di altre associazioni locali. Costante, in questi casi, l'esibizione di gruppi di liscio e la pista invasa dai ballerini.
Anche sabato un po' di persone della zona sono arrivate, senza badare a cosa ci fosse in programma ma seguendo le tradizioni del posto.
Così, intanto che sul palco ci preparavamo, ricevevamo visite del tipo: "Allora, giovanotti, stasera si balla?". E già il braccio era alzato, pronto per un vorticoso giro di valzer.
Rispondevamo che nessuno impediva di ballare però, forse, i ritmi non sarebbero stati quelli attesi.
Speriamo che si siano divertite anche queste persone e abbiano trovato interesse in un prodotto originale e, per loro, nuovo, uscendo per una volta dal trito e ritrito dei gruppi di liscio, sempre uguali a se stessi e l'uno all'altro.
Un'ultima nota: la sera successiva, domenica 19 settembre, si sono esibiti gli Asabesi, un gruppo che proviene dalla zona di Appiano Gentile. Meritano una segnalazione ed un invito ad andarli a sentire, se ne avrete l'occasione.
Hanno in comune con i Potage lo spirito dissacratorio ed ironico. Lo stile musicale e la presenza sul palco sono invece molto diversi.
Oltre al cantante, hanno due chitarre, una acustica ed una elettrica; un violino; il bassista si alterna al basso elettrico, al contrabbasso ed al basso tuba; non utilizzano la batteria.
I testi sono quasi tutti scritti nel dialetto della loro zona e sono molto poetici. L'amministrazione provinciale di Como, all'interno dell'iniziativa "Le parole sommerse", li aveva pubblicati in un opuscolo, con traduzione a fronte.
Le musiche prendono volta a volta spunto da vari generi, rielaborandoli.
Per ora è tutto, alla prossima.
I Potage
In un'ora di concerto di concerto siamo riusciti a concentrare l'essenza dei Potage.
Il pubblico, molto partecipe, crediamo si sia divertito.
Il suono era buono, quale difficilmente ci viene concesso, grazie all'abilità ed alla buona volontà di Sergio, il fonico che manovra l'impianto dell'ARCI provinciale.
Numerosissime le persone che hanno partecipato All'Isola che c'è, la fiera all'interno della quale ci siamo esibiti.
Molto funzionale la struttura. Il palco, coperto ed enorme, ha un'ottima acustica ed è una struttura stabile, con annessi camerini e servizi e anche con la possibilità di srotolare una schermo cinematografico.
Di fronte al palco si stende una vasta pista da ballo, a forma circolare, con intorno numerose panche, sistemate in posizione sopraelevata e fissate al terreno.
Questa minuziosa descrizione, oltre che per segnalare una risorsa ai musicisti che stanno leggendo, serve per raccontare uno degli aspetti divertenti della serata.
Durante i fine settimana dei mesi estivi il parco è normalmente utilizzato per feste della Pro Loco e di altre associazioni locali. Costante, in questi casi, l'esibizione di gruppi di liscio e la pista invasa dai ballerini.
Anche sabato un po' di persone della zona sono arrivate, senza badare a cosa ci fosse in programma ma seguendo le tradizioni del posto.
Così, intanto che sul palco ci preparavamo, ricevevamo visite del tipo: "Allora, giovanotti, stasera si balla?". E già il braccio era alzato, pronto per un vorticoso giro di valzer.
Rispondevamo che nessuno impediva di ballare però, forse, i ritmi non sarebbero stati quelli attesi.
Speriamo che si siano divertite anche queste persone e abbiano trovato interesse in un prodotto originale e, per loro, nuovo, uscendo per una volta dal trito e ritrito dei gruppi di liscio, sempre uguali a se stessi e l'uno all'altro.
Un'ultima nota: la sera successiva, domenica 19 settembre, si sono esibiti gli Asabesi, un gruppo che proviene dalla zona di Appiano Gentile. Meritano una segnalazione ed un invito ad andarli a sentire, se ne avrete l'occasione.
Hanno in comune con i Potage lo spirito dissacratorio ed ironico. Lo stile musicale e la presenza sul palco sono invece molto diversi.
Oltre al cantante, hanno due chitarre, una acustica ed una elettrica; un violino; il bassista si alterna al basso elettrico, al contrabbasso ed al basso tuba; non utilizzano la batteria.
I testi sono quasi tutti scritti nel dialetto della loro zona e sono molto poetici. L'amministrazione provinciale di Como, all'interno dell'iniziativa "Le parole sommerse", li aveva pubblicati in un opuscolo, con traduzione a fronte.
Le musiche prendono volta a volta spunto da vari generi, rielaborandoli.
Per ora è tutto, alla prossima.
I Potage


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